1860

Película
Año: 1934 Duración: 90 minutos Dirección: Alessandro Blasetti
Storico
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Sinopsis

Lo sbarco garibaldino a Marsala e la battaglia di Calatafimi vengono visti sullo schermo con gli occhi di due giovani contadini siciliani, l’ingenuo e inconsapevole Carmineddu e la testarda e taciturna Gesuzza, che saranno coinvolti in avvenimenti più grandi loro, che li separano fino al ritrovamento finale, felici di avere dato anche loro un valido apporto alla causa rivoluzionaria garibaldina. Il viaggio che il picciotto siciliano intraprende verso Genova per consegnare nella mani di Garibaldi un dispaccio sulla situazione socio-politica isolana, si trasformerà per lui in un cammino attraverso l’esperienza morale, che lo porterà a una presa di coscienza dei fatti storici che stanno accadendo attorno al popolo siciliano e si arruolerà tra i Mille, ritornando insieme a loro in Sicilia.

Grazie a 1860, la Sicilia diviene autentico “Luogo della Storia”, dunque vicenda di un giovane che si fa storia di popolo. Il risultato finale è una «felice commistione di epica coralità e di realistica forza di osservazione, in un’opera che sa tratteggiare con imponenza il disegno frastornante della grande battaglia garibaldina di Calatafimi, ma nella stessa riesce a isolare con delicatezza di tocco le vicende dei singoli, facendo vibrare i sentimenti individuali all’unisono con la grande passione collettiva. Dramma di uomini che si fanno moltitudine, 1860 è perciò un film popolare nel senso più pieno e più nobile: ed è significativo che in questa epopea dello spirito garibaldino la presenza di Garibaldi non venga mai resa visivamente se non per rapidissimi scorci, fuggevoli e lampeggianti visioni; il che non toglie forza al mito, anzi lo irrobustisce e lo nobilita, ma sottraendolo alle grevi determinazioni iconografiche prima d’allora consuete. I felici risultati del film non sono tutti merito da attribuire al giovane Blasetti, Egli stesso si dichiara riconoscente dell’apporto di Cecchi e di Gino Mazzocchi, autore del soggetto e della sceneggiatura. Il tono generale del film rimanda «come prima cosa» alla lettura delle Noterelle dell’Abba. E contiene la giusta dose di cronaca, epicità, verità e poesia che sono il suo autentico valore. Quell’aria di verità è poesia, che nasceva dalla rappresentazione di «uomini vivi tra le cose vive», anticipando sicuramente un cinema italiano di là da venire. Blasetti nel rapporto tra personaggio e paesaggio si rivela neorealista ante litteram, e grande descrittore di particolari naturistici dall’esuberante incisività della stampa popolare. Il regista circonda i personaggi di ambienti precisi, aderenti alla grama esistenza del mondo contadino e pastorale del tempo. Il film classico esempio di epica nazional-popolare mostra quali possibilità offra il paesaggio italiano, del tutto inesplorato, alla cinematografia italiana del tempo

Sugerido por: Gesù