Il film racconta la storia di Salvatore Giuliano in modo avventuroso e romanzato distante anni luce dal capolavoro di Francesco Rosi sia sul piano figurativo (la rappresentazione della Sicilia come “teatro” degli avvenimenti) sia sul piano dell’interpretazione storico-sociale del personaggio Giuliano, visto qui come una sorta di Robin Hood ingenuo e quasi eroico. Il discorso investe l’immaginario collettivo che l’America nutre nei confronti dei mafiosi siciliani, confusi con la finzione cinematografica in un intreccio di avventure romantiche, gesta canagliesche e spettacolari sparatorie fino a smarrire la linea di confine con la realtà.
Sollecitato dall'avvincente romanzo di Puzo sulle gesta leggendarie di «Turiddu Giulianu», tenute vive dalla tradizione dei cantastorie, Michael Cimino nella seconda metà degli Anni 80 arriva in Sicilia per trascrivere in immagini una versione molto personale della vicenda Giuliano.
Le imprese criminose del bandito di Montelepre, viste come in un melodramma assai lontano dalla cronaca di quegli anni, fanno presto parlare di «remake» inattendibile, di ricostruzione che defrauda e oltraggia la verità storica. Ma a Cimino non interessa una ricostruzione fedele degli avvenimenti. Al regista americano, come scrive Roberto Andò: «interessa penetrare nel mondo di Giuliano attraverso quegli elementi che ne fanno un prodigioso suscitatore di emozioni conflittuali e ambigue; gli interessano cioè quegli incontrollabili fattori che fanno di un bandito un simbolo. Come ha scritto Hobsbawm: «C’è comunque nell'immagine del bandito che tanto la cultura letteraria quanto la popolaresca ci offrono, qualcosa di più di un documento di vita contemporanea nelle società arretrate o della nostalgia per l'innocenza perduta e per il gusto dell'avventura. C'è esattamente ciò che resta quando eliminiamo la struttura locale e sociale del brigantaggio: e cioè una emozione e un ruolo duraturi. Ci sono, la libertà, l’eroismo e un sogno di giustizia».
Cimino non si cura di penetrare nei meccanismi che creano le condizioni del banditismo e nella personalità del fuorilegge. Al contrario di Francesco Rosi, Cimino crede che alla verità si possa giungere attraverso i sogni piuttosto che attraverso i fatti. Forse è uno dei compiti del cinema, quello di separare il vero dal leggendario.
Vorgeschlagen von: Gesù